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La Targa Rosa resterà per sempre nella memoria della giocatrice Lucia Bosio

  • Scritto da Antonella

 

La Targa d’Oro (o meglio, Rosa) resterà per sempre nella memoria della giocatrice di Villanova d’Asti Lucia Bosio. In coppia con Serena Traversa, difendendo i colori della Montatese di Cuneo, ha sfiorato il successo nella prestigiosa gara di Alassio. In finale Lucia Bosio-Serena Traversa sono state sconfitte 12-9 da Liliana Cavaglià-Gaia Falconieri (Zerbion Chatillon) al termine di una partita che ha visto partire bene la coppia cuneese (5-1). Poi il recupero e il sorpasso delle valligiane (5-5; 5-7), la momentanea replica delle cuneesi (8-7) e il definitivo allungo di Cavaglià-Falconieri.

Peccato perché negli incontri precedenti Lucia Bosio-Serena Traversa avevano giocato bene.

La coppia della Montatese ha iniziato il percorso alla Targa Rosa battendo Maria Corona-Maria Zuffanti (Bolzanetese) e le francesi Floriane Amar-Alexia Ben Khelifa (Fontaine). Prima partita giocata al campo da calcio di Arnasco adattato per il gioco delle bocce, la seconda al bocciodromo di Arnasco, a causa della pioggia. Domenica mattina ha gareggiato al bocciodromo di Albenga contro Sofia Colliard-Piera Mellé (Zerbion), sconfitte 13-5. Vittoria larga anche nella seconda partita giocata ad Albenga contro Iris Abrami-Grazie Ravera (Saviglianese). Quindi, il trasferimento al PalaRavizza di Alassio dove in semifinale hanno lasciato al palo Chiara Mellano-Francesca Carlini (La Boccia Carcare).

Il commento di Lucia Bosio: “La finale è sempre una partita un po' più impegnativa a livello di tensione. Nell'ultimo periodo sto giocando veramente poco. Forse troppo poco per contrastare adeguatamente le ‘vere’ giocatrici di tutti i giorni. Negli ultimi sei mesi ho partecipato a tre o quattro gare. In finale non ho giocato bene. Non c’è nulla da dire”. “Quanto al torneo - prosegue la Bosio - La Targa Rosa è sempre impegnativa per la mancanza di bocciodromi coperti e la distanza tra una sede di gioco e l'altra. Se poi ci si mette anche la pioggia tutto diventa più complicato e dispersivo”. “Non vuole essere una polemica - conclude la giocatrice di Villanova - Ma l’organizzazione avrebbe potuto scegliere una sede migliore e meno periferica di Arnasco per far disputare il torneo femminile. Ma siamo abituate: il settore femminile è sempre bistrattato in questo mondo sempre e comunque molto maschilista. Abbiamo visto tutti che come hanno finito di giocare le quadrette maschili la stragrande maggioranza del pubblico se n’è andata dal PalaRavizza. Peccato perché atlete come Gaia Falconieri e Serena Traversa sono un vero spettacolo e meriterebbero maggiore attenzione.

Speriamo che con il nuovo corso e i nuovi dirigenti si possano creare i presupposti per rinforzare il settore femminile e giovanile in generale”.

Antonella Laurenti

 

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